Argomento trattato: empowerment

L’importanza di credere in se stessi

Pubblicato da: Mirko Galassi

climbing sookepotholes

Oggi vorrei parlarti della forza di animo di una donna..

Non una donna di 20′anni bella, avvenente e in piena energia psico-fisica. Non di una donna di 40′anni sicura delle proprie potenzialità e delle proprie credenze, bensì di una donna di 90′anni. Il suo nome è Hulda Crooks, una leggenda ed un esempio per tutti coloro che credono in se stessi, e continuano ad ambire a un miglioramento continuo.

Alla soglia dei suoi 70′anni Hulda avrebbe potuto come molte delle donne della sua età, andare a giocare al centro anziani, piuttosto che dedicare tutto il suo tempo a fare la calza.

Invece Hulda, ha pensato bene che i suoi 70′anni erano il momento ideale per prendere una decisione rivoluzionaria. La decisione di iniziare a fare mountaing climbing.

Il mountain climbing è l’alpinismo ovvero una delle migliori opportunità per stare all’aria aperta per chi ama i luoghi alti. L’alpinismo si basa sulla sfida a se stessi, la perseveranza e si tratta anche di uno sport molto difficile e pericoloso dove un piccolo incidente del tuo compagno può portarti alla morte o dove un temporale può trasformarsi da li a poco in un castigo di Dio per chi si sta arrampicando.

Ma Hulda, nonosante questa apparente difficoltà decide di praticare questo sport e si trova ad essere la prima 90′enne ad aver scalato il monte Fuji.

Non solo, Hulda, fu anche conosciuta con il soprannome nonna Whitney, proprio per aver scalato il monte Whitney per 23 volte.

Cosa sarebbe successo a Hulda se avesse pensato di non essere in grado di intraprendere un impresa del genere?

Beh probabilmente sarebbe successo che avrebbe avuto ragione comunque.

Diceva Hanry Ford: “If you think you can do a thing or think you can’t do a thing, you’re right.”

Che tu creda di farcela oppure non ci creda, avrai comunque ragioneHanry Ford

 

Per questo è importante credere fermamente in quello che vogliamo, perchè se non credi di riuscirci sicuramente non ci riuscirai.
Immagine: climbing sookepotholes di rinthcog, su Flickr

L'autore

Mirko Galassi
Mirko Galassi
..appassionato di psicologia, studioso di media digitali e nuove tecnologie. Ho creato questo blog unicamente per aiutarmi ad imprimere al meglio i buoni insegnamenti che imparo durante le poche or...

2 commenti

  1. StefanoNo Gravatar scrive:

    Bellissimo il disegno nell’articolo! :)

    E complimentoni a Hulda: ho già sentito di imprese simili. Come Dick Hoyt, che ha completato l’ironman a 65 anni portandosi dietro il figlio paraplegico. E l’ironman è una competizione di resistenza che ucciderebbe la maggior parte dei maratoneti anche semi-professionisti.

    • EcletticamenteNo Gravatar scrive:

      Ciao Stefano, grazie mille del commento.
      Sono andato su wikipedia, dove Dick Hoyt ha una sua pagina.
      http://it.wikipedia.org/wiki/Team_Hoyt

      La sua storia e quella del figlio Rick è commovente e avvincente allo stesso tempo.

      Riflettevo che la decisione presa dai genitori di Rick, non è così semplice come si potrebbe pensare. Ci sono centinaia di migliaia di padri e madri in Italia (e nel mondo) che frenano i sogni dei figli per paura di perderli e altri come nel caso di Rick che si sacrificano completamente per dare ai figli una nuova speranza di vita.
      Ma davvero dobbiamo perdere tutto prima di iniziare a lottare per qualcosa?

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