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Benessere economico e benessere finanziario

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Benessere economico e benessere finanziario non devono necessariamente coincidere.

Stiglitz, Fitoussi, Sen e altri, nel rapporto della Commissione Stiglitz edito in Italia con il titolo ‘La misura sbagliata delle nostre vite’, dimostrano chiaramente come misurare la ricchezza di un paese utilizzando il PIL come solo indicatore è, non solo sbagliato, ma anche fuorviante: nel computo della contabilità nazionale andrebbero inclusi anche altri servizi (e costi) ai quali non è possibile associare valori monetari.

Allo stesso modo, come individuo, devo tenere conto di diversi fattori ai quali non sempre si può associare un valore finanziario: vivere in una regione con servizi sociali efficienti o meno; risiedere in un quartiere ben servito da mezzi di collegamento pubblici, servito da strutture amministrative pubbliche o scolastiche; godere di un network di amicizie e conoscenze sulle quali contare in caso di necessità sono fattori ai quali normalmente non associo un valore monetario ma che incidono nella mia capacità di spesa o nella mia ricchezza finanziaria.

Per quanto concerne i beni e i servizi forniti da altri, di cui invece abbiamo necessità immediata o che pensiamo di consumare in un futuro più o meno prossimo, dobbiamo quindi parlare di fabbisogno finanziario o di trasferimento nel tempo del potere di acquisto dello stock finanziario che abbiamo accumulato tramite il risparmio.

Per quanto riguarda il fabbisogno finanziario immediato il discorso è abbastanza semplice; più complesso è invece il tema del trasferimento nel tempo del potere di acquisto delle riserve finanziarie accumulate: questo tema è l’oggetto della gestione del risparmio.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a cambiamenti epocali in termini demografici, sociali, economici e tecnologici. Le mutate condizioni di vita e un nuovo boom demografico hanno imposto nuovi attori sulla scena mondiale. La globalizzazione ha spostato la competizione economica dal piano nazionale a quello internazionale e la diffusione di nuove tecnologie ha permesso che tutto ciò avvenisse a velocità fino ad ora impensabili.

I mercati finanziari non sono rimasti estranei a questi cambiamenti e nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito a nuovi fenomeni che hanno rivoluzionato profondamente la disciplina della gestione degli investimenti:

  • Incremento della volatilità dei prezzi degli strumenti finanziari oltre la media storica
  • Aumento della correlazione tra classi di investimento con conseguente diminuzione dei benefici della diversificazione
  • Profondo cambiamento del concetto di investimento privo di rischio
  • Trasformazione del modello del mercato del lavoro con conseguente ‘variabilità’ del flusso finanziario in entrata.

Per affrontare con successo i rischi derivanti dalla complessità dei mercati diventa cruciale affrontare il tema della pianificazione finanziaria.

Come prima cosa è necessario che l’investitore si soffermi su alcuni temi relativi al proprio modello di vita, alle proprie aspirazioni e ai propri sogni e progetti.

Sarà sicuramente utile porsi semplici domande come:

  • Come mi vedo tra 5 anni? E tra 10?
  • Come vedo la mia famiglia nel corso dei prossimi anni?
  • Quali sono i miei interessi? Quali i miei progetti? Quanta parte di risorse finanziarie posso destinare alla loro realizzazione?

Mi piace citare Thich Nhat Hanh, un monaco buddista thailandese che alla fine degli anni ’60 venne proposto da Martin Luther King al premio Nobel per la pace:

il miglior modo per prepararsi per il futuro è prendersi cura del presente; poiché sappiamo che il presente è conseguenza del passato, allora il futuro sarà conseguenza del presente.

Esaminare il presente, in termini finanziari, significa affrontare questi temi:

  • Qual è il mio stato patrimoniale attuale?
  • Quali sono le mie entrate? Saranno sostenibili in futuro?
  • Quali sono i miei bisogni primari? E quali quelli secondari?
  • Quanto posso accantonare come risparmio?

Dedicare un po’ di tempo a rispondere a queste domande ci consentirà di delineare in modo più preciso il nostro scenario ‘personale’ definendo gli obbiettivi cui vogliamo tendere, valutare se questi obbiettivi siano realizzabili e poter mettere così in atto le strategie finanziare più opportune ed efficaci per raggiungere i risultati sperati.
Immagine: Money di thethreesisters, su Flickr

Consulente finanziario presso un primario gruppo nazionale e velista. Mio nonno, invece, faceva il falegname. Dalla sua bottega uscivano piccoli mobili e utensili per l’uso quotidiano destinati ad una clientela estremamente esigente: piccoli artigiani e agricoltori che da quegli oggetti traevano di che sostentarsi e realizzare i propri progetti. Con la stessa cura con cui ora io mi propongo di affiancare i miei clienti nelle scelte di investimento e gestione dei propri risparmi. Anche, e soprattutto, quando i tempi non consentono una facile navigazione.