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Urban life coaching 22: Coaching per cena

Urban life coaching 22: Coaching per cena

La serata era iniziata nel migliore dei modi. I ragazzi della “Locanda dei Girasoli” annunciavano  con grande talento artistico, al suon di un campanello,  ogni ingresso delle  pietanze che Rita, Lidia, Riccardo e Luca avevano ordinato. Era tutto così perfetto ed il clima era sicuramente improntato sulla crescita personale.

“ E così Rita ci diceva … sei un Coach di professione?” si rivolge Lidia a Riccardo con molto garbo senza sembrare invadente.

Se ne parla tanto ultimamente, io e Lidia abbiamo letto un po’ al riguardo, ma ci piacerebbe ce ne parlassi  un po’ tu come se fossimo tuoi clienti cioè Coachee vero?” aggiunge Luca alla domanda di Lidia che ai suoi occhi appariva sempre più bella.

“Ma certo” risponde Riccardo e tra un boccone  prelibato ed un altro affronta il  discorso in modo semplice ed esaustivo.

Il Coaching trae le sue origini in  America e arriva  in Europa intorno agli  anni Ottanta. Coach deriva dal termine Kocs, villaggio ungherese noto nel quindicesimo secolo per la produzione delle cosiddette kocsi szekèr, ovvero carrozze. Presupposto fondamentale del Coaching è che l’individuo ha in sé tutto il potenziale emotivo che trasformato in azione può modificare se stesso e l’ambiente che lo circonda.

Secondo J. Whitmore, l’obiettivo primario del Coaching è quello di “migliorare la performance, attraverso la liberazione delle potenzialità del Coachee.” Il Coaching si propone di sviluppare ciò che il Coachee ha già dentro di sé mediante una maggiore consapevolezza di sé e del contesto. Il Coaching, quindi,  si rivolge a chiunque voglia migliorare la propria performance in vari ambiti, ampliare o chiarire la propria visione della vita, ed aumentare la propria motivazione. Il Coaching, a differenza della terapia è rivolto a persone che stanno bene e che vogliono stare meglio in modo da raggiungere l’eccellenza in ciò che fanno.

“Mi piace l’idea di qualcuno che mi dia dei consigli” interrompe Rita.

“No, aspetta!” risponde subito Riccardo proseguendo il discorso in modo da chiarire alcuni aspetti importanti.

E’ importante distinguere il Coaching dal mentoring. Un mentore è qualcuno che agisce come esperto per qualcuno che cerca di “essere come” il mentore. Il Coaching invece motiva i clienti a trovare le proprie risposte e ad essere loro stessi mentori, con un proprio stile personale,  della  vita che vogliono vivere

L’attività principale del Coach non è rispondere alle domande, ma fare delle domande utili che stimolino una nuova consapevolezza del Coachee focalizzandosi principalmente sulla costruzione del suo futuro anche se non esclude a volte e in alcune fasi l’esplorazione del passato. L’importanza delle domande è stata individuata da Socrate che con la sua Ars maieutica estraeva dalle persone la conoscenza. Il Coach è colui che porta il Coachee dallo stato attuale, cioè da una situazione che si sta vivendo e che si vuole cambiare, ad uno stato desiderato, una situazione futura con un obiettivo raggiunto.

Il coaching non è solo un più elevato livello di consapevolezza ma soprattutto la creazione di un ampio ventaglio di azioni da intraprendere analizzando tutto  ciò che può ostacolare il raggiungimento dell’obiettivo che si intende raggiungere. Secondo Whitmore, una fase importantissima è la volontà di impegnarsi del Coachee. Il fine ultimo è quello che “il cliente si senta in pace con se stesso e ricco di sensazioni positive nelle sue possibilità di portare a termine l’azione che ha deciso”

“Mi passeresti ancora quelle polpettine alle melanzane così buone” dice Rita a Riccardo mentre Lidia e Luca guardandosi negli occhi sembravano aver aggiunto un nuovo componente al loro mosaico della crescita personale.

“As a Coach thinketh” Esiste un punto, ed uno soltanto, in cui il cerchio della passione, di ciò che si vuole approfondire con piacere, interseca quello della competenza, e quindi della conoscenza e delle esperienze. In questo piccolo universo tutto diventa possibile: ognuno può trovare la propria missione e ispirare gli altri a trovare la loro. Mi chiamo Fiorenzo Minnelli. Sono un Coach Professionista , disciplinato ai sensi della legge 4/2013, iscritto al Registro Nazionale Coach Professionisti ® (www.renacop.it) numero B - 0256 A. Tra le mie esperienze professionali quella di "Team Coaching" con i 7 Hills Gospel Choir (www.7hillsgospel.it) ai quali sono profondamente grato. I miei obiettivi sono quelli di promuovere la cultura del coaching in linea con la mission di "ecletticamente.com", di motivare e potenziare la conoscenza di Voi stessi, delle Vostre risorse ed aree migliorabili a partire dalla consapevolezza del momento presente, purché abbiate la volontà di crescere e migliorare. “Come un Coach pensa nel suo cuore, così egli è” Per info e contatti scrivetemi alla seguente mail: [email protected]