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La PNL di Richard Bandler

La PNL di Richard Bandler

Chi è Richard Bandler 

Richard Bandler è il co-fondatore, insieme a John Grinder, della Programmazione NeuroLinguistica. E’ uno dei terapeuti più originali ed efficaci comparsi negli ultimi anni negli Stati Uniti. Inizia a studiare il “lavoro dei Geni” fin da giovane.
Studente di Matematica, analizzò il lavoro di Fritz Perls (Fondatore della Gestalt Therapy). Nel medesimo periodo cominciò a lavorare anche al fianco di Virginia Satir, famosissima terapeuta della famiglia.

Durante il suo lavoro di analisi dei Geni Bandler incontrò John Grinder, con il quale in seguito decise di lavorare insieme pubblicando le ricerche comuni nei libri La Struttura della Magia, I Modelli della Tecnica Ipnotica di Milton Erickson e nello straordinario Ipnosi e Trasformazione.

In seguito Richard Bandler decise di proseguire il suo lavoro di “modellamento” dei Geni e di condivisione attraverso i libri e i corsi di formazione, con la collaborazione di altri ricercatori.
Richard Bandler è inoltre il fondatore del nuovo e potente modello chiamato “Design Human Engineering” (DHE) e del “Neuro Hypnotic Repatterning“, una metodica che utilizza particolari modelli linguistici per creare cambiamento.

Oliver and Richard Bandler.... sort of

 

PNL per il benessere

Lo scopo principale della PNL è di analizzare i meccanismi che tendono alla ricerca del benessere genuinamente e spontaneamente, sia nelle situazioni critiche, sia in situazioni di estrema tensione o addirittura in concomitanza di una malattia.
Ne è prova evidente il libro “PNL PER IL BENESSERE“, che Bandler ha scritto insieme a Garner Thomson: un libro che ci insegna  come usare la nostra mente in modo efficace e come modificare le abitudini sbagliate adottate sin dalla nascita e come sostituirle con quelle giuste e quindi scoprire un benessere totale.

Richard Bandler è considerato uno dei più grandi geni del nostro tempo. È conosciuto per il suo stimolante senso dell’umorismo, per la sua abilità di affascinare e intrattenere il pubblico, come pure per la sua brillante capacità di trasformare la vita delle persone.
È autore di 25 libri, che sono stati tradotti in più di 40 lingue.

 

PNL è libertà

Un altro suo capolavoro è “PNL E’ LIBERTA’“, scritto insieme a Owen Fitzpatrick.
In PNL E’ LIBERTA’ unisce la sua conoscenza della mente umana a un’immensa capacità di individuare modi per ridare speranza alle persone e insegnare loro come diventareLIBERE“.
Infatti lo scopo di Bandler è di liberare le persone dai pensieri limitanti e negativi e spronarle
verso  atteggiamenti e cambiamenti positivi per vivere in perfetta armonia prima con se stessi e poi di riflesso verso gli altri.

La Programmazione NeuroLinguistica viene definita come lo studio della struttura dell’esperienza soggettiva e si propone di offrire un vocabolario ampio e attendibile per sviluppare al massimo le potenzialità del cervello. Le caratteristiche di questo approccio sono evidenti all’interno di tre assunti:
il primo si rifà alle capacità creative ed organizzative della mente inconscia; il secondo prevede la descrizione particolareggiata dei processi sensoriali propri della persona, i quali hanno il compito di organizzare i contenuti della “scatola nera”, insieme alle strategie di decodificazione che influenzano i comportamenti messi in atto in risposta agli stimoli;
il terzo riguarda un insieme di tecniche terapeutiche ben precise (Richard Bandler, John Grinder, 1978), basate sulla capacità del terapeuta di entrare in stretto contatto con l’emisfero non dominante del paziente, così come con i suoi processi cognitivi, comportamentali o inconsci.

 

Richard Bandler: citazioni e frasi famose

Ecco le nostre citazioni preferite di Richard Bandler:

Se siete seri, siete bloccati. L’umorismo è la via più rapida per invertire questo processo. Se potete ridere di una cosa, potete anche cambiarla.

Se vuoi rendere omaggio a qualcuno, spingiti più avanti di quanto non abbia fatto lui.

I computer danno esattamente quello che gli è stato immesso; se futilità immettiamo, futilità otterremo, ma gli uomini non sono molto diversi.

Quando gli esseri umani imparano a ridere dei loro problemi, vuol dire che sono in grado di fare qualcosa a questo proposito.

Non potete convincere le persone che ciò che stanno vivendo non sia la verità. Ci stanno intrappolate dentro proprio perché lo percepiscono come reale.” Richard Bandler

Le persone OTTIMISTE ottengono risultati migliori praticamente in ogni ambito della vita, rispetto alle loro pessimistiche controparti. Non si tratta di farsi illudere da false speranze, né di negare la realtà dei fatti. Si tratta invece di incoraggiare la convinzione che le cose possano migliorare: il risultato è che, quasi sempre, lo faranno
Significa forse che tutti i vostri problemi si risolveranno con un colpo di bacchetta magica?
Non necessariamente: ciò che conta è la CONVINZIONE che ogni situazione, per quanto negativa, POSSA MIGLIORARE in un modo o nell’altro. E’ uno dei segni distintivi di coloro che sanno vivere felici

Gli ottimisti creano e alimentano le proprie aspettative e queste aspettative sono un fattore chiave per produrre il cambiamento.” Richard Bandler, dal libro PNL Per il Benessere

Per saperne di più approfondite le tematiche di PNL nella sezione dedicata del nostro sito:

https://ecletticamente.com/category/pnl/

 

Un caro saluto.
Raffaele Ciruolo
Immagine: Oliver and Richard Bandler…. sort of di Lee Turner, su Flickr

Dialogo interiore: amico o nemico?

pensare
Hai mai sentito parlare di dialogo interiore?

Il dialogo interiore, secondo una mia personalissima definizione, è quella vocina che ognuno di noi ha al proprio interno e che puntualmente spunta fuori in svariate occasioni della giornata.

Di solito lo avvertiamo quando dobbiamo prendere delle decisioni o se siamo dubbiosi in riferimento a qualcosa.

Spesso nei film (e nei cartoni animati) lo rappresentano come l’angelo nell’orecchio destro che suggerisce le cose buone da fare e il diavolo nell’orecchio sinistro che dice tutto l’opposto.

In termini ”piennellistici”, il dialogo interno con connotazione negativa, viene anche definito autosabotaggio inconscio. Ne soffe una grossa fetta di persone e spesso, non ne sono pure consapevoli!

Questa dualità tra il bene il male, il positivo ed il negativo, è in effetti molto forviante perché spesso le persone non sanno mai se il proprio dialogo interiore sia cosa positiva o negativa.

Trasformazione e trance-formazione

Trasformazione e trance-formazione

Per molti la trance è quella cosa che ti induce un ipnotista con voce monotona mentre te ne stai seduto su una comoda chaise longue, dopo aver fissato un pendolino. Invece per me la trance è cosa di tutti i giorni, l’unico stato di coscienza che esista. Saltiamo in continuazione da uno stato di coscienza ad un altro. Milton Erickson (pietra miliare della psicoterapia moderna, e soprattutto dell’ipnosi moderna) soleva dire: “l’ipnosi non esiste. Tutto è ipnosi”.

Mentre tra lo stato di veglia e lo stato di sonno c’è una concreta e tangibile differenza, che ci permette con sicurezza di percepire ed accettare queste due fasi distinte, lo stato di trance è di difficile demarcazione. Non c’è una sveglia, o un braccio informicolato, o un rumore che ci svegli. C’è la continuità dello stato di veglia. Proprio per questo motivo a riguardo dell’ipnosi c’è molta confusione. Richard Bandler, seguendo le orme di Milton Erickson, afferma che lo stato di veglia equivale allo stato di trance. D’altronde non siamo in grado di percepire la realtà in modo oggettivo e dobbiamo filtrarla, e quel processo di filtraggio è una trance soggettiva.

Mappa e territorio

Mappa e territorio

Una delle basi teoriche sulla quale si basa la programmazione neuro linguistica è il concetto di mappa e territorio, teorizzato da Alfred Korzybski.

Così Gregory Bateson: “Diciamo che la mappa è diversa dal territorio; ma cos’è il territorio? Da un punto di vista operativo, qualcuno con la sua retina, o con un metro, è andato a ricavare certe rappresentazioni che poi sono state riportate sulla carta. Ciò che si trova nella carta topografica è una rappresentazione di ciò che si trovava nella rappresentazione retinica dell’uomo che ha tracciato la mappa; e se a questo punto si ripete la domanda, ciò che si trova è un recesso all’infinito, una serie infinita di mappe: il territorio non entra mai in scena. Il territorio è la Ding an sich, e con esso non c’è nulla da fare, poichè il procedimento di rappresentazione lo eliminierà per sempre, cosicchè il mondo mentale, è costituito solo da mappe di mappe, ad infinitum. Tutti i ‘fenomeni’ sono letteralmente ‘apparenze’ (G. Bateson, Verso un’ ecologia della mente, 1972)

Una mappa, diciamo una cartina geografica, è una rappresentazione di un territorio. Nella mappa compaiono gli elementi utili per orientarsi in un territorio sconosciuto, ad esempio i nomi delle vie, le strade, i luoghi importanti (comune, chiesa, ospedale, eccetera). Possiamo quindi dire che la mappa rappresenta il territorio, ma è ben distante da essere così ricca di informazioni come il territorio. La mappa è in scala e se fosse in scala 1:1 sarebbe inutilizzabile. Nella nostra cartina geografica non compaiono le case, gli alberi, i gradini sul marciapiede e tutti quei generi di dettagli. Peraltro sarebbero informazioni inutili in una cartina geografica. Possiamo quindi ampiamente concordare con l’enunciazione “la mappa non è il territorio”.

Pnl e linguaggio: congiunzioni ma ed e

Pnl e linguaggio: congiunzioni ma ed e

Ci sono alcune situazioni in cui saper utilizzare le parole giuste al momento giusto può determinare l’esito di una conversazione, di una trattativa economica, di un amicizia e chissà quante altre situazioni.

Le parole producono guerre, incomprensioni, inimicizia, ostilità, ma determinano anche amore, assonanza, rassomiglianza, fiducia, rispetto. Se diventi consapevole dei modi in cui le parole creano attrito o concordanza, la tua comunicazione prenderà un piglio diverso.

Prendiamo ad esempio la parola ma.

La parola ma è una di quelle parole che generano discordanza, perché pone due frasi su due livelli differenti e contrastanti. Ad esempio una persona potrebbe dire “il denaro è importante”. Un’altra persona potrebbe rispondere “si ma più importante è la salute”. In questo caso la parola ma ha il compito di mettere in contrasto ciò che è stato enunciato dalla prima persona con la seconda frase, la tua idea contro la mia. Questa interazione porta la prima persona a pensare, a livello inconscio, di trovarsi di fronte a una resistenza alla propria idea.

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