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Bambini ai tempi della crisi

Ormai lo sanno anche i bambini!
In questi tempi di crisi un bambino in arrivo può fare paura al budget di una famiglia normale. Oramai, dato che i prezzi crescono continuamente mentre gli stipendi addirittura diminuiscono, nella definizione di una famiglia “normale” rientrano a malapena due adulti che guadagnano due stipendi da impiegato. Come fare allora per ottimizzare i costi?

Spinti dall’entusiasmo per l’arrivo di un nuovo membro nella famiglia, spesso i genitori si fanno prendere la mano e cominciano a comprare a tutta birra qualsiasi cosa di cui il loro futuro piccolo potrebbe, anche lontanamente, avere bisogno. Ecco che allora in casa cominciano ad arrivare biberon di tutti i tipi, tettarelle più o meno tecnologiche, vestitini adatti ad escursioni sull’himalaya (anche ad agosto), passeggini e carrozzine degni del miglior progettista giapponese di robot trasformer e via di seguito.

In realtà, tanto per cominciare a risparmiare qualcosina, i neonati hanno bisogno sorprendentemente di poche cose: pannolini di qualità che li tengano asciutti, qualche vestitino (pochi perché i bambini crescono in fretta e i vestiti no), qualche biberon se non lo allattate al seno, un posto comodo e riparato dove dormire e uno per andare in giro. Questi due possono essere sostituiti entrambi da una buona carrozzina per i primi sei mesi di vita. Il resto è solo roba che vi starà tra i piedi, sarà utilizzata pochissimo (o sarà usata più avanti negli anni, invecchiando però nel frattempo) e peserà sul vostro bilancio familiare quasi come una piccola utilitaria!

Suggerisco sempre ai neo genitori di frenare i loro impulsi a comprare e di sfruttare abilmente le persone che circondano la famiglia: la carrozzina e più avanti il lettino, fateli comprare dai nonni, i vestitini fateveli regalare dai vari fratelli, sorelle, padrini e amici. Se desiderate qualche “inutile” gadget, riservatelo alla lista per il battesimo. Se vi piace un passeggino particolarmente tecnologico fate una lista a cui possano contribuire parenti e amici.

Questo per quanto riguarda gli acquisti all’inizio. Ma quando il piccolo cresce? Un primo consiglio è di aderire ad un gruppo di riciclo. Si può fare direttamente tra amici o tra colleghi di lavoro, oppure cercare contatti tramite la parrocchia o la scuola o su internet. Oltre ai pannolini la maggior parte del denaro se ne va in vestiti, dato che il piccolo cresce in continuazione e quello che andava bene tre mesi fa ora è diventato piccolo. A meno che non abbiate soldi a palate da buttare via (ma anche in questo caso, perché sprecarli?) non c’è niente di male ad accettare vestiti usati, purché siano puliti e in buono stato. Analogamente niente di male a dare i vestiti dei propri figli ad altri bambini; anzi, è una bella cosa sapere che continueranno ad essere utili invece di ammuffire in qualche armadio per poi essere buttati via anni dopo come stracci. Stessa cosa, con un po’ più di attenzione, si può fare coni giocattoli, evitando di dare (e di accettare) giocattoli rovinati o non completi in tutte le parti. Se accettate di buon grado entrambi i “canali”, il dare e il ricevere, i vostri figli faranno altrettanto e saranno contenti delle cose “nuove” come se fossero comprate in un negozio. Piccola avvertenza: fate conoscere a vostro figlio i vestiti (e i giocattoli) che state dando via, per evitare scenate imbarazzanti in caso li notasse utilizzati da un amico più piccolo…

Un secondo consiglio è di tenere d’occhio le offerte speciali dei supermercati per fare scorte di prodotti non deperibili. Fare “economia di scala” su alcune cose porta a spendere di più adesso ma a risparmiare nel lungo termine: i pannolini ad esempio sono molto costosi, quindi se capita l’offerta fate scorta, tanto non si rovinano. Attenzione alle misure però, fatevi un conto approssimativo di quanto dura un pacco di pannolini, tenendo anche conto che il piccolo cresce, per evitare di comprare una scorta annuale di pannolini misura sei mesi! Analogamente per omogeneizzati e pappine varie, occhio alla scadenza e non esagerate perché prima o poi il piccolo mangerà il cibo che mangiate anche voi. Se alla fine avanzerà qualcosa, lo potete comunque dare via nel vostro gruppo di riciclo.

Terzo consiglio, insegnate ai vostri figli a vivere in maniera sostenibile. Spiegate che sprecare le cose, anche se i soldi per comprarle non sono un problema, è cosa dannosa per tutti. Quindi lasciare la luce accesa dove non c’è nessuno o l’acqua aperta se non si stanno lavando andrebbe scoraggiato. Insegnategli ad avere cura delle loro cose (senza essere maniaci, per carità) in modo che poi possano essere riciclate per altri bambini più piccoli. Inoltre, ma se avete letto l’articolo riguardante il cibo non ne avrete bisogno, fate attenzione agli sprechi in cucina. Evitate di trattare il piccolo come se fosse al ristorante, facendogli scegliere il menu e buttando via due o tre pranzi ogni volta perché lui non ha “gradito” la scelta. Cucinate un pasto solo in modo da evitare il più possibile avanzi e se il piccolo non mangia ora vuol dire che mangerà al prossimo pasto. Contribuendo a formare nei vostri figli una coscienza ecologica state dando una mano a preservare anche il loro futuro, ricordatelo!

Infine, se desiderate una famiglia numerosa, fate pure. Di solito il principio dell’economia di scala si applica meglio a due figli piuttosto che a uno e a tre piuttosto che a due. Senza contare che in questo caso il gruppo di riciclo potete farlo ancora meglio direttamente in famiglia…

Immagine: “Ormai lo sanno anche i bambini! di cristianophoto, su Flickr”

Laureato in risultati (ma anche in Matematica con indirizzo Informatico alla Sapienza di Roma), attualmente coltivo la mia passione per l'informatica facendo l'IT Manager presso un broadcaster televisivo nazionale e parallelamente mi diverto a scrivere.

Fin dagli anni 90 mi sono interessato di PNL leggendo quasi tutti i libri pubblicati nel settore. Nel 2003 ho finalmente completato il percorso formativo di NLP Master Pratictioneer studiando con Alessio Roberti e Claudio Belotti e da allora ho continuato a studiare e ad imparare come applicare queste tecniche nella vita di tutti i giorni.
Dopo numerose esperienze negli anni come formatore, anche nel campo della scuola pubblica e in corsi presso la Regione Lazio, mi sono reso conto che mi piaceva "insegnare" alle persone, non soltanto la materia ma anche come "farsela piacere" e che di solito questo mi riusciva bene! Da qui il nuovo interesse per la scienza dell'educazione, applicata alle tecniche di PNL.
Nel 2011 ho pubblicato con Bruno Editore l'ebook "Diventare papà" in cui ho raccolto consigli, trucchi e suggerimenti per i poveri papà in erba, ignorati dalla manualistica tradizionale, di solito orientata a produrre libri dedicati esclusivamente alle mamme.
Il mio motto è una frase di Yoda (Star Wars): "C'è FARE e NON FARE, non c'è PROVARE!"