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Steve Jobs: o lo ammiri o lo detesti

Steve Jobs: o lo ammiri o lo detesti

Esistono pareri molto discordanti su Steve Jobs; personalmente, prima di terminare la lettura della biografia ufficiale scritta da Walter Isacson, non era un personaggio che mi piacesse molto, anzi mi appariva come un uomo interessato solo al suo tornaconto.

L’FBI, in un report di 191 pagine lo descrive come un uomo “capace di traviare la verità e distorcere la realtà pur di raggiungere i suoi obiettivi” e nel libro di Isacson questa sua capacità manipolativa viene chiamata Distorsion Reality Field, “campo di distorsione della realtà”, termine coniato dai suoi dipendenti per descrivere le capacità persuasive di Jobs.

Ad ogni modo Isacson, nella sua dettagliata biografia, fa emergere anche alcune capacità di Jobs davvero ammirevoli come la sua energia, la propensione a spingere e motivare, e la sua componente spirituale.

Alzare il livello di standard

Alzare il livello di standard

L’ultimo libro che ho letto è la biografia di Steve Jobs e sono rimasto piacevolmente affascinato, ma non meravigliato, per la descrizione della sua personalità e del suo stile di leadership.

Non mi sono meravigliato di scoprire che Steve avesse spinto se stesso e gli ingegneri e designer della Apple oltre i confini del possibile con testardaggine al limite della follia.

“Siate folli, siate affamati”, ha detto.

È stato un esempio coerente. Quindi cosa ha permesso alla Apple di diventare l’azienda di maggior valore nel mercato (nel 2011 è diventata l’azienda quotata con maggior capitalizzazione al mondo)? È stata la fortuna? Il momento propizio? Il background culturale? Una buona stella?

Potremmo pensare che tutte queste e altre variabili siano state importanti, ma quella fondamentale è stata la capacità di Jobs di elevare gli standard in modo costante.

Anno dopo anno ha inventato nuovi prodotti (Ipod, Iphone, Ipad) e ha rivoluzionato interi settori dell’industria (quella cinematografica con la Pixar, l’editoria musicale con Itunes, e il personal computer con il Macintosh, la telefonia con l’Iphone, la distribuzione del software con l’App Store, per citarne alcuni).

Steve Wozniak and Steve Jobs

Jobs aveva uno standard: l’eccellenza.

Per lui esistevano due modi di vedere le cose: o fa schifo o è eccellente. Nel business metteva tutta l’anima per progettare prodotti e servizi straordinari. È grazie ai suoi standard elevatissimi, alla capacità di spingersi dove nessuno  si era mai spinto che ha fatto grandi l’Apple e la Pixar (la Pixar è la società di animazione cinematografica che ha creato Cars e Toy Story).

Cerchiamo di dare una definizione al concetto di standard e per farlo mi avvalgo dell’aiuto di Anthony Robbins, che meglio di chiunque altro formatore insegna ad elevare gli standard.

Immagina che in una stanza il termostato è fissato a 20 gradi. Il termostato si mette in funzione quando la temperatura si discosta da quella prefissata. Così se fa troppo caldo, si accende l’aria condizionata, e se fa troppo freddo parte il riscaldamento. L’importante è tenere la temperatura costante. Ogni essere umano fa esattamente la stessa cosa, si comporta come un termostato, che equivale allo standard che ognuno di noi definisce per se stesso e per la propria vita.

Quando le cose vanno male, qualcosa all’interno scatta e fa partire il riscaldamento. È come una voce interna che dice “ehi qui non si sta bene! Bisogna fare qualcosa! Basta! Come posso riportare la mia vita allo standard che mi è famigliare?”.

Quando le cose vanno troppo bene, accade l’inverso: “non mi merito tutto questo! Mi basta di meno! Non so come ci si comporta in queste situazioni! Cosa penseranno gli altri di me? Come farò a sostenere tutto questo per un lungo periodo?”. È una costante, quasi un “legge psicologica”, hai bisogno di rimanere coerente con la definizione dei tuoi standard.

Il tuo sistema nervoso ne ha bisogno per sopravvivere e per provare quel senso di certezza che altrimenti verrebbe meno. Rimanere aggrappati alla propria “zona di comfort” è salutare per l’ecologia della propria identità. Solo che non è eccitante! Non c’è nessun appagamento a rimanere coerenti nel tempo agli stessi standard. L’unica cosa che può renderti felice è la consapevolezza di crescere, quindi di elevare i tuoi standard.

Non importa dove ti trovi, se a -10, a 5 o a 100, l’importante è che tu senta di essere nella strada della crescita. Nessuno potrà ripercorrere lo stesso percorso di Steve Jobs, o di Anthony Robbins, di Donald Trump o di chicchessia.

L’unica persona con cui ti devi confrontare sei tu come eri ieri, un mese fa, un anno fa e diversi anni fa.

Comincia ora a definire uno standard più elevato per il domani, per il tuo futuro, e fai in modo che questa “forma mentis” diventi parte integrante del tuo modo di pensare e di essere.

Ricerca la sicurezza nell’incertezza, porta uno stato mentale da guerriero nel salto nel buio dell’ignoto, definisci nuovi standard e ricordati che non hai niente da perdere, sei già nudo!

Siamo già nudi, non c’è motivo di non seguire il proprio cuore

Steve Jobs

Pretendere da se stessi più di quello che chiunque altro si aspetti da te, è un atteggiamento che promuovo. Ricorda che esistono due tipi di dolori nella vita: il dolore del rimpianto e il dolore della disciplina. Quale dei due vuoi provare?
Immagine: Steve Wozniak and Steve Jobs di freeasinfreedom, su Flickr

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